Al centro della stanza c’erano due enormi scatole di cartone, con cui si sarebbero potuti imballare due congelatori. Su quella di sinistra, nella grafia della Perfezionista, c’era scritto AMICIZIA. Su quella di destra, con la stessa grafia, c’era scritto AMORE. Non c’erano altri oggetti nella stanza. Tom guardò la Perfezionista. La Perfezionista ricambiò lo sguardo. Tom si girò verso le scatole e poi di nuovo verso la Perfezionista. Si grattò la testa. - Allora? – chiese la Perfezionista. Tom la guardò, poi spostò gli occhi sulle scatole e infine di nuovo su di lei. Ancora non capiva. - Quale scegli? – chiese lei. E con un gesto suggerì che doveva entrare in una delle scatole. Tom si inoltrò nella stanza fermandosi in mezzo alle due scatole. Guardò quella con la parola AMORE e poi quella con la parola AMICIZIA. Non gli ci volle molto a decidere. Si avvicinò risolutamente alla scatola con la parola AMICIZIA. L’afferrò, la sollevò e la inserì nell’altra. Poi si voltò, prese in braccio la Perfezionista e l’adagiò dentro le scatole. Infine ci saltò dentro anche lui.
Al mattino delle due scatole non rimaneva molto.

- Tutti i miei amici sono supereroi, Andrew Kaufman. (via egoteque)

Comunque,la cosa affascinante è che su National Geographic ho letto che ci sono più persone vive oggi di quante ne sono morte in tutta la storia dell’uomo. Per dire, se tutti volessero recitare Amleto contemporaneamente, non ci sarebbero abbastanza teschi.

- Jonathan Safran Foer - Molto forte,incredibilmente vicino. (via saneinsane)

Le coccole. Sono tutte coccole, da diversi punti di vista, affettivo, intellettuale, sessuale, sensoriale et cetera, tutte le cose importanti nella vita sono coccole.

Elenco n.1

Il tuo odore. Le tazze di the. I gatti. La luce che filtra dalla serranda. Le lenzuola pulite. Yann Tiersen. Gli sms della buonanotte. Le maglie lunghe. Le farfalle. L’odore dell’erba dopo la pioggia. La luna tra le nuvole. Stare tra la folla ai concerti. Sentirsi vivi. Scarabocchiare. Le chiacchierate in piena notte. Le mani tra i capelli. Guardare dal finestrino dell’aereo. Immaginare la storia dei passanti.

Disegnare sul palato con la lingua le lettere di tutte quelle parole che vorrei dire.

clairefisher:

misslampface:

There’s the English word wanderlust, but fernweh is more than “a strong impulse to wander”. It’s that, and being homesick for places you have never been; needing to go to new places, to travel.

Quante volte ho provato questa sensazione!

lanuitestenfeu:

Guardando Edward Mani di Forbici pensavo: siamo un po’ tutti come lui, non riusciamo ad arrivare agli altri senza fare loro del male. Non possiamo fare a meno di ferire le persone.

Ma almeno lui non poteva farci niente.

Facciamo che il 9 Gennaio io mi addormento e tu mi risvegli a luglio quando tutto sarà finito, okay?

E non hai capito ancora come mai, gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.

E poi, per brutto che sia stato, per dispiaceri che mi abbia portato, il 1960 è finito per sempre, non tornerà più, passassero pure diciassette miliardi di sestiquilioni di secoli, le cose di cui era fatto il 1960 non si ripeteranno più, con rigorosa e categorica matematica più non si ripeteranno, erano uniche e perfette nella loro miseria e perciò sono già diventate lontanissime, piene di una loro misteriosa e romanzesca fatalità (che al momento ci sfuggiva). Capisci?

- Dino Buzzati, Storico e stupendo (via inpuntadinote)

ask